Blue Flower

Con la fine del Quattrocento, cessando le urgenze più propriamente belliche, gli spazî che un tempo fungevano da sbarramenti difensivi acqustarono un aspetto meno corrusco. Il recinto più interno costitutì la vasta corte d’onore, con l’ampia aiuola che spartiva il transito delle carrozze; la scelta delle piante risponde a precise simbologie: gli allori ricordano la gloria, le rose la bellezza, i tassi la morte e quindi la fragilità dell’Uomo, i bossi l’eternità. Il ‘giardino alto’ - corrispondente al recinto medievale più esterno - conserva numerose varietà di rose antiche (‘damascena’, ‘cuisse de nimphe’, ‘muscata’, ‘celsiana’, &c.), i resti dell’antica ‘ragnaia’ (passaggio coperto protetto da carpini e lauri) e la quinta di siepi che, ora come un tempo, viene utilizzata per concerti all’aperto. L’ampio fossato che proteggeva il versante occidentale del fortilizio, già con la riforma di fine XV secolo venne colmato e trasformato in ‘giardino di frutta’; nei primi anni ’80 del Novecento fu reimpiantato secondo l’antico disegno - con la disposizione a cerchi e il ‘grottino’  di siepe di fronte all’ingresso - utilizzando varietà antiche, soprattutto di susini, peri, meli, cotogni, mirabolani e melograni.