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La riforma di Giovanni Nicolò d'Arcano

Verso la fine del Quattrocento l’antico fortilizio viene coinvolto dalla nuova tendenza che - proveniente dai più aggiornati centri della penisola e favorita in particolare dalla nobiltà cittadina e dall’alta borghesia - porterà al sorgere di numerose dimore extraurbane. Nella seconda metà del XV secolo anche il Friuli vide la nascita di tali realtà,  volute e pensate espressamente come residenze ubicate in luoghi ameni, favorevoli alla caccia e con la possibilità di realizzarvi giardini, articolate in spazî interni comodi e luminosi e soprattutto attenti a quelle che erano ormai le nuove esigenze abitative rinascimentali. In questa temperie e con queste finalità, la casaforte degli Arcano fu oggetto di interventi che portarono all’edificazione di due grandi blocchi a ponente e a levante della domus trecentesca, continuando sulle murature perimetrali a est e a ovest dell’edificio e portando quasi  a triplicare la volumetria di partenza. Anche in questo caso venne rigorosamente rispettata la divisione tra ambienti signorili di natura residenziale (blocco a ponente) e quelli di natura meramente agricola (blocco a levante). La documentazione d’archivio concernente i lavori si concentra soprattutto negli anni 1498-1504 e 1512-1518; committente fu Giovanni Nicolò d’Arcano († 1522). La ripresa dei lavori nel 1512, dopo una pausa di ben otto anni, è da mettere in relazione forse con possibili guasti causati dei ben noti disordini fra strumieri e zambarlani del febbraio 1511 o per il quasi coevo passaggio delle truppe imperiali ma soprattutto per il fortissimo terremoto che sopravvenne nel marzo sempre del 1511.