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Realtà assai rara, almeno per quanto riguarda il Friuli, la famiglia conserva ancora una cospicua raccolta di ricettarî di cucina che spaziano dalla metà del XIV secolo agli inizî  del Novecento. Si tratta di manoscritti e stampe attraverso i quali si possono ricostruire i gusti culinarî delle diverse epoche e, in certi casi, anche lo svolgersi di alcuni banchetti.

Fra questi si segnala un ricettario risalente al 1482 impreziosito da alcuni freschissimi disegnetti a penna e che contribuì a rappresentare il Friuli nell’esposizione di Dublino del 1996. Ma su tutti spicca il Libro de cocina de mi Tomasin Candussio cogo delli illustrissimi signori conti Arcani, un libriccino risalente alla prima metà del XVII secolo. Tomasino lavorò fin da fanciullo per la famiglia ma ancor giovane preferì cercar fortuna al di fuori del Friuli. E la fortuna la trovò giacché divenne aiuto dello Stefani, cuoco celeberrimo alla corte dei Gonzaga. Tuttavia, la nostalgia per la sua terra lo determinò a rientrare in patria e - al di là dei probabili beni materiali - ci tornò senz’altro ricco di come era partito, con un notevole bagaglio di conoscenze apprese dal suo maestro. Fu riassunto dagli Arcano, ovviamente come capocuoco, e presso la famiglia concluse la sua vicenda lavorativa. In vecchiaia volle scrivere - di suo pugno, e per l’epoca non era affatto così comune - il ‘suo’ ricettario, prezioso tesoro di un tempo e di un gusto lontani che però, in certe occasioni, ancora oggi continua a venir usato ed apprezzato.