Blue Flower

Come ogni antica dimora, anche la Brunelde ha il suo fantasma: Marco d’Arcano-Moruzzo. Nel 1420, quando Venezia conquistò il Friuli, Marco non volle piegarsi al nuovo dominatore scegliendo di rimanere fedele al patriarca. Naturalmente le forze soverchie dei veneziani ebbero rapida ragione del castello di Moruzzo in cui l’orgoglioso friulano si era arroccato. Prima che il castello capitolasse, il figlio di Marco, Pileo, era comunque riuscito a fuggire contando di riparare nei territori imperiali oltralpini. Pileo era riuscito a portare con sé il tesoro del padre e, per rendere più agevole la fuga, aveva deciso di nasconderlo nel vicino fortilizio della Brunelde: in tempi più tranquilli lo avrebbe ripreso. Nel frattempo, Marco era stato catturato, portato in catene nel castello di Udine e condannato a morte. Forse temendo una fuga o, più probabilmente, una possibile rivolta, nottetempo fu strangolato in carcere e la sentenza fu eseguita sul cadavere, che fu decapitato. Era il 1421. Per questa sua strenua fedeltà al patriarca e all’indipendenza dello Stato friulano, Marco è considerato il primo patriota della nostra terra tanto che ogni anno, nell’anniversario della sua esecuzione, il Fogolâr civic (Movimento civico culturale alpino-adriatico) e l’Academie dal Friûl (Circolo universitario friulano) depongono fiori gialli e azzurri (i colori friulani) su una grata delle carceri nel Castello di Udine. Questo soprattutto per «ricordare quanti nei secoli, in queste terre a cavaliere delle Alpi, hanno testimoniato a costo della vita il loro attaccamento a una patria regionale che fu cuore storico della Mitteleuropa».

Fin qui la Storia. Poi inizia la leggenda: il figlio Pileo non riuscì più a tornare in Friuli e il tesoro rimase nascosto alla Brunelde. Per questo motivo vi si aggira il fantasma di Marco che, con la testa sotto il braccio, protegge i suoi beni!